Cecenia: il disonore russo di Anna Politkovskaja
“Noi? Noi siamo a scannarci per ogni parola che non ci piace. Siamo intolleranti e intransigenti.
Noi? Noi, molto semplicemente, abbiamo ricominciato a mettere inc icrcolazione concetti gravi come quello di “nemico del popolo”, e affibbiamo questa etichetta a tutti quelli che non la pensano come la maggioranza, senza alcuna distinzione.
Noi? Noi abbiamo riconosciuto che una pallottola in testa è il mezzo più semplice e più naturale per risolvere qualunque conflitto, per minimo che sia.
Noi? Noi inariditi dalla guerra, odiamo più spesso di quanto amiamo. L’odio è la nostra preghiera”.
Il Maledetto United di David Peace
“Un ragazzo con un pallone, un ragazzo con un sogno”, questo ricordiamo pensando al calcio dei nostri zii, dei nostri fratelli maggiori nei cortili dei grandi palazzi degli anni 70. Ore e ore di corse e di grida, quando nessuno te la passa, quando credi che l’unica regola sia vincere tutte le partite. Chi ricorda con un sorriso i vecchi giocatori “adulteri, ubriaconi, ladri e biscazzieri che giocano coi calzettoni fatti a maglia”, leggerà tutto d’un fiato “Il Maledetto United” di David Peace, edito da “Il Saggiatore”. È la storia dell’inglese Brian Clough, ex-calciatore inglese (251 goal in 274 partite) che nel 1962 a 29 anni “impaurito dal futuro” dirà addio al suo lavoro, a causa di un grave infortunio, iniziando così ad allenare.
La solitudine del maratoneta di Alan Sillitoe
La voce di vite ribelli, di figli, madri e padri soli delle periferie inglesi degi anni Cinquanta sembra aver trovato lo spazio ed il tempo perfetto per farsi ascoltare, con l’opera di Alan Sillitoe, “La solitudine del maratoneta”, uscito nel 1959 per la prima volta e ripubbicato oggi da “Minimum fax”. Cinquant’anni e non sentirli, insomma, soprattutto oggi che le nostre periferie sono argomento quotidiano di dibattito con le loro storie, le loro difficoltà, ma anche con le loro occasioni di riscatto.
La ragazza di Bube di Carlo Cassola
Toscana, secondo dopoguerra. Bube, ex partigiano, corteggia Mara, sorella di un suo amico morto durante la guerra in uno scontro con i fascisti.Maravive con il padre, comunista militante, e la madre. Bube invece è un ragazzo magro, timido, dall’infanzia difficile,che si atteggia a uomo vero, grande e vissuto. È stato amico fraterno e compagno del fratellastro di Mara, Sante, ucciso dai tedeschi durante la Resistenza. Quando Bube e Mara si conoscono nasce subito una simpatia; per Mara il ragazzo è quasi un gioco completamente nuovo, un qualcosa di cui potersi vantare con le amiche; e così quasi sempre per gioco e senza accorgersene, senza un’esplicita scelta i due ragazzi si ritrovano fidanzati.
Un posto nel mondo di Fabio Volo
“..Mi chiamo Michele , ho trentacinque anni e non saprei dire esattamente che lavoro faccio…”. Ci presenta così F. Volo, il protagonista del suo romanzo.
La scena si apre in una sala d’aspetto di una clinica con Michele seduto nell’attesa che Francesca la sua compagna nell’altra stanza partorisca la loro bimba, Alice. Da questo istante Michele ripercorre, tornando indietro nel tempo, alcuni dei suoi anni precedenti, anni che in qualche modo hanno segnato profondamente il corso della sua vita.
Sonno Profondo di Banana Yoshimoto
In pieno stile Yoshimoto, il libro racchiude tre racconti della scrittrice, tutti accomunati dallo stesso comun denominatore: il Sonno.
“Sonno profondo”, “Viaggiatori nella notte” e “Un’esperienza”, questi i tre titoli dei racconti. Il primo che dà anche il titolo al libro, semplicemente perfetto, raccoglie i temi cari alla scrittrice e che ritroviamo in quasi tutte le sue opere: sono i temi del paranormale, della morte, della rinascita dei suoi protagonisti.


